sabato 25 luglio 2015

Dolomites Sky Race di Andrea Tomè

Dolomites Sky Race
Tecnicamente perfetta, fisicamente quasi perfetta


Suona la sveglia, è il 19 luglio, è il giorno della Gara. Non ho dormito tanto bene, il caldo di questi giorni mi da noia e lo soffro tanto, e lo temo anche in gara. Mi faccio un buon Tape ai piedi, come mi ha insegnato Paolo Large il giorno prima, mi sembro un pò un reduce di guerra ma visto come è andata alla Stava Mountain Race maglio fare come dice chi ha molta più esperienza di me.


Armi e bagagli e alle 6:45 si parte per quel di Canazei, 40 minuti di strada ascoltando musica che mi da carica, bevendo Strive+ per iniziare a immagazzinare liquidi, mi sa che ne perderò tanti in gara. Mentre consegno i bastoncini, che ci verranno ridati al passo Pordoi, viene detto che la ventina non è obbligatoria, e per me è un sollievo, visto che mi da fastidio averla legata in vita. Si va in zona partenza e poco dopo l'organizzazione fa dietro front, a 3000 metri si è alzato il vento e quindi consigliano di portare la ventina, ma visto che non è obbligatoria non la prendo, non mi da fastidio il freddo. Quindi tutto pronto si va in griglia!!!!



Arriva l'elicottero per le riprese televisive e VIA!!!!
Non c'è respiro, si parte subito con la salita, quei 10km che ci porteranno al Piz Boè. Dopo qualche centinaia di metri sull'asfalto si arriva alle rampe delle piste da sci alpino e si sale verso il Passo Pordoi. 
Visto lo sbaglio fatto alla Stava decido di andare con un passo "tranquillo" di corsa nei tratti più dolci e camminando veloce in quelli ripidi, senza mai dare il massimo, la gara è lunga. Una salita con tratti duri e meno duri, ma sempre impegnativa fino ad arrivare al Passo Pordoi dopo 790 metri di dislivello, dove ci aspetta il secondo ristoro, il primo era a metà circa della strada fatta fino a li, ma soprattutti i bastoncini, che neanche il tempo di togliere il nastro che li lega ed inizio subito ad usarli. 



Infatti subito dopo aver attraversato la strada del Passo, inizia il sentiero che porta alla forcella Pordoi, dove si fa fatica a superare perché è stretto, ma adesso si può contare sul supporto dei bastoncini, che sin da subito fanno sentire il loro aiuto alleggerendo il lavoro delle gambe.
Quindi il paesaggio cambia, abbiamo lasciato l'erba e al suo posto c'è la roccia dolomitica, chiara di colore e acuminata, sentieri ghiaiosi e impervi. Su su fino ad iniziare il zig zag che anticipa lo scollinamento alla forcella Pordoi, una parte di sentiero reso difficile dalla pendenza e dal terreno con sabbia e sassi che non permettevano di fare passi troppo lunghi, ma chi aveva i bastoncini era sicuramente avvantaggiato. In quel tratto avere 4 appoggi è fondamentale, ti aiuta a salire, ti fa stancare meno le gambe risparmiandole per il resto della gara.





Ultimo tornante per scollinare da brivido, tanta gente che ti incita, la musica che scandisce il ritmo, un tifo da stadio tutto per te e non senti più la fatica, ti invade un'emozione bellissima che ti fa andare ancora di più, ti da coraggio, ti da quella forza che hai perso insieme al sudore e finalmente si scollina.
alla Forcella Pordoi bevo al ristoro, solo acqua, e lascio li i miei bastoni, che mi verranno ridati dopo l'arrivo.
Cambio ritmo, inizia un altopiano dolomitico, leggermente in salita dove si attraversa anche un nevaio di 30/40 metri di lunghezza. 
Qui si inizia a sentire il vento che l'organizzazione aveva annunciato alla partenza, e arrivando completamente sudati non è bellissimo, ma abbastanza sopportabile. Non soffro il cambio di ritmo e neanche l'altitudine e vado spedito, bandierina dopo bandierina arrivo fino al tratto attrezzato con le corde, visto la pericolosità, infatti è un tratto di quasi arrampicata che spezza il ritmo. Ancora un tratto di falsopiano in salita su una cresta e si arriva alla vetta, Piz Boè, 3175m, anche qui una discreta folla ad incitarci. Guardo bene le persone e vedo che sono vestite con pile e giacca, quindi la temperatura che percepisco io non è quella che sentono loro. Finita la lunga salita che ha un tratto con la pendenza del 69% (dato che ho sentito nella sintesi in tv). Via si inizia a scendere verso Canazei, 12km spaccagambe e non solo! 


Il primo tratto è molto sassoso e impervio, sono dei tornanti che non ne ho fatto nemmeno uno, ho corso dritto in discesa, per quello che si poteva, e nei tratti di ghiaioni ho fatto una corsa "galleggiata" che mi ha dato modo di superare alcuni atleti. L'attenzione deve essere a mille, non fai in tempo a guardare dove mettere il piede che devi aver già sottocchio il posto per l'altro piede, qualche frazione di secondo per decidere. Una buona mezzora se non di più con questo ritmo che ti stanca fisicamente ma anche mentalmente. Qui inizia ad arrivarle la stanchezza, intorno al 13°/14° km, stanchezza soprattutto mentale, di lucidità e devo calare l'andatura, perché cadere qui lasca il segno. Inizio a perdere qualche posizione, ma non posso perdere la concentrazione nella discesa col rischio di cadere, meglio perdere qualche minuto che cadere.



Quando finalmente finiscono le pietraie e si torna ai sentieri, ritorno ad una andatura normale, la mia andatura, ma si ritorna anche nell'aria più calda e umida, sommata alle forze che iniziano a venire meno, il risultato è un calo di velocità, soprattutto nei tratti più pianeggianti. Infatti negli ultimi 4 km ho sofferto i pezzi di corsa pura, appena la strada spianava, vedevo gli avversari che mi sfrecciavano affianco, e le mie gambe che non andavano più.
Ma finalmente l'asfalto, questo voleva dire solo una cosa, mancavano qualche centinaia di metri all'arrivo, guado l'orologio e vedo che sono circa 3 ore che siamo partiti e sono quasi incredulo di essere riuscito a mantenere le prospettive di farla in 3 ore. La folla, gli applausi, i complimenti, e finalmente l'ultima curva e l'arrivo!!!!!




3:02:22 questo è il mio tempo finale.
Che gioia averla conclusa senza problemi, senza sofferenze particolari, nel miglior tempo immaginato, senza crampi...... che gioia!!!
A mente fredda devo ammettere che mi mancava la preparazione per una gara così, e sicuramente nel tratto finale non perdevo posizione e potevo chiudere con 5/7 minuti in meno, anche il tratto iniziale "magari" potevo spingere di più, ma forse no, lo avrei pagato alla fine.
Le mie scarpe hanno il segno di tutta la fatica che ho fatto, loro si sono anche rotte, io per fortuna no!




Sicuramente la mia gara più spettacolare di sempre, paesaggi mozzafiato, tracciato duro, una bellissima emozione farla e portarla a termine, sicuramente da rifare.




Integrazione alimentare giornaliera:
- Double X Nutrilite
- Glucosamina con Boswellia Nutrilite
- Complesso Omega-3 Nutrilite
- All Plant Protein Nutrilite
- Strive + Nutrilite

lunedì 13 luglio 2015

Stava Mountain Race di Andrea Tomè

Stava Mountain Race
nonostante tutto possiamo dire
Buona la prima


Era la mia prima volta che partecipavo alla Stava Mountain Race, e si può dire anche a una gara di corsa in montagna, o meglio una gara di Trail Running. 

Gara impegnativa e tecnica soprattutto per un neofita come me, quest'anno mi sono allenato tanto, ma una gara non ha niente a che vedere con un allenamento.



La gara inizia con lo stesso tracciato della Vertical, quindi nei primi 5 chilometri c'è già in dislivello di 1080 metri, impegnativi dal punto di vista della forza nelle gambe, ci si aiuta con i bastoncini, ma la grande sollecitazione viene fatta dalla salita molto ripida.


La mia gara inizia bene, solita apnea nei primi minuti, ma dopo inizio ad ingranare e per tutta la prima salita mi sento in gran forma e riesco a superare piano piano tanti avversari. Le gambe sono fresche e reattive quindi senza dare il 100% vado avanti con il mio passo.




Arrivato in vetta al monte Cornon,  2150m slm, con un tempo di 1:00:37 in 49esima posizione assoluta, ma li la mia gara cambia. Già da pochi metri prima della vetta inizio a sentire i primi sintomi di stanchezza, che reputo più che giusti visto quello cosa avevo fatto fino a li. Quindi mezzo bicchiere di sali al ristoro e cambio di ritmo, si inizia a scendere. Inizialmente su erba soffice, poi inizia un sentierino un pò più impegnativo ma sempre facile da correre in discesa, poi si arriva in una strada sterrata e qui il primo episodio che condizionerà la gara. 

La discesa mi ha imballato le gambe e ho sofferto il cambio di ritmo, ma tra il tratto in erba e la strada sterrata cera un altro cambio di ritmo che si è fatto sentire nelle gambe e dopo pochi passi inciampo e faccio un bel ruzzolone per terra. Sbatto forte il ginocchio procurandomi una bella botta con escoriazione. Urlo, mi rialzo, guardo il ginocchio sanguinante e ..... si continua con la mia gara. Il mio pensiero è che se c'è qualcosa che non va si sentirà, stare fermi non serve, infatti sentivo il male, ma potevo benissimo continuare la mia gara. 

E via che si continua con la seconda salita, verso la cima del monte Agnello, 2358m slm, salita che inizia tranquilla e a tratti anche corribile, ma verso la vetta il tracciato si impenna e si complica la gara per le mie gambe. Cerco sempre di tenere un'andatura veloce, ma verso la vetta iniziano ad arrivare i primi sintomi dei crampi, e visto che la gara è ancora lunga calo un po il ritmo, e a fatica arrivo anche in questa vetta.



In vetta ci arrivo con il tempo di 1:59:56 in 67evisa posizione perdendo ben 18 posizioni. Appena dopo la cima del monte Agnello mi aspettava Italo con una borraccia di sali minerali Strive+ Nutrilite, ma i crampi ormai li avevo già, infatti i primi 300/400 metri di discesa i miei polpacci gridavano aiuto, ma per fortuna sono passati e ho ri-iniziato ad andare ad un ritmo quasi normale, visto che i crampi mi lasciano sempre un bel dolore.




La discesa continua abbastanza bene, fino alla salita del Dos dei Branchi, dove si inizia a sentire la stanchezza, ma tutto sommato riesco ancora a correre anche se con un ritmo non tanto buono. Dopo l'ultima asperità via in discesa verso il traguardo. Discesa tosta, impegnativa e difficile, dove bisogna esserci soprattutto con la testa per continuare a fare un buon ritmo, ma.......
il colpo di grazia arriva a 3km dalla fine. Si spegne la candela, finisce la benzina, non ho più un goccio di forza, una mega crisi di fame mi costringe a camminare e vi giuro che facevo fatica anche a camminare. Per farvi capire quanto ero disperato...... a 400 metri dell'arrivo una signora mi guarda e mi dice. "Vuoi dell'acqua?" e mi porge una bottiglia di plastica da 1,5litri piena per un terzo. Penso di avergli detto di si, ma non mi ricordo, so solo che quell'acqua mi ha dato tanto. A 100 metri dalla fine ci sono mia moglie e mia figlia che mi incitano come solo chi ti ama può farlo e li ti rendi conto che la battaglia è finita e finalmente posso tagliare il traguardo, a braccia alzate, perché per me è una vittoria, ho dato tutto, anzi penso di aver dato il 110%.




I mie errori sono stati 2. La prima salita la ho fatta troppo veloce, anche se stavo bene dovevo dosare le forze e tenerle per dopo. Il secondo errore è stato un mix tra caldo e cattiva alimentazione in gara, questi due fattori mi hanno fatto prosciugare le forze, per terminarle a 3km dal traguardo.


Comunque sono soddisfatto dalla mia prima Stava Mountain Race, bella gara, dura e tecnica. Questa è stata anche la mia prima gara di Corsa in Montagna, che penso possa anche mettersi nella categoria di Trail Running, specialità che mi sta sempre più appassionando, perché i monti li ho sempre amati come anche lo sport, e mettere assieme le due cose è FOTONICO!!!

Integrazione alimentare giornaliera:
- Daily Nutrilite
- Glucosamina con Boswellia Nutrilite
- Complesso Omega-3 Nutrilite
- All Plant Protein Nutrilite
- Strive + Nutrilite

venerdì 12 giugno 2015

Dynafit Feline SL, adesso si fa sul serio!

Dynafit Feline SL


Oggi sono arrivate le mie nuove compagne di fatica, le Dynafit Feline SL.

La descrizione dal sito:

MS Feline SL è la scelta degli atleti più evoluti per affrontare percorsi off-trail e correre gare Sky Race. I percorsi alpini pendenti e sconnessi, roccia, fango e ghiaia sono l’habitat naturale di questa scarpa pensata per adattarsi al terreno ad ogni passo, per garantire reattività, e una trazione senza paragoni, uniti ad una leggerezza da riferimento.


Qui in Dynafit ci siamo ispirati alla zampa del leopardo delle nevi per sviluppare un'intersuola MULTIPAD in grado di adattarsi in modo dinamico alle asperità del terreno, inoltre la suola MAPPING COMPOUND by VIBRAM® garantisce grip incredibile in ogni condizione di terreno, anche il più bagnato e scivoloso. 
 


La calzata SENSITIVE FIT di Feline SL è pensata per chi ama una vestibilità precisa e fasciante,e un movimento il più naturale possibile. Il plantare ORTHOLITE® con schiuma memory foam offre comfort immediato e avvolgente. 



Grazie alla ghetta che protegge il QUICKLACING SYSTEM, sono inoltre scongiurate abrasioni accidentali sulle rocce e l’entrata di sassi o foglie nella scarpa.






Grazie a Paolo Large per l'ottimo consulto che mi ha dato e per avermi guidato con esperienza nella scelta della giusta calzatura per le mie prossime attività.



mercoledì 6 maggio 2015

Calze Running con Micropressione Graduata

Ho testato le Calze Running con Micropressione Graduata della MICO in un allenamento di 2 ore, 22km con 1382 metri di dislivello e il risultato è ottimo.



Già nel metterle capisci subito che non sono calze normali, più complicate da mettere, ma appena finito di indossarle sembra di avere una seconda pelle e una sensazione gradevole.
Il mio timore che con il caldo potevano dar fastidio, invece le ho trovate fresche e confortevoli, e non mi hanno mai dato fastidio, e io soffro tanto il caldo soprattutto ai piedi.

Dopo più di un'ora di corsa ho iniziato a pensare al buon comportamento di queste calze, perchè di solito si inizia a sentire un po le gambe pesanti, ma la sensazione era quella di averle ancora fresce. Un'altra cosa positiva è sicuramente la parte del piede, dove non ho mai sentito quella sgradevole sensazione di piedi bollenti e sudati, ma sempre una buona sensazione confortevole.

Anche in discesa con le notevoli sollecitazioni il piede ha sempre un ottimo confort, e i polpacci non risentono dei forti contraccolpi.

Risultato finale è una ottima soluzione per il Trail Running di qualche ora, per avere gambe più "rilassate" e il piede con un confort inaspettato.



Le puoi trovare nel negozio di Paolo Larger - Sport di Montagna ad un prezzo vantaggiosissimo 17,00€ al paio.


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